PERCHE’ SCEGLIERE LA CUCINA LIVE

Di: Silvia Del Forno

In questo articolo vorrei spiegare perché penso che la cucina live faccia “la differenza” nell’organizzazione di un evento importante raccontandoti una storia: il matrimonio di due miei carissimi amici.

Cancello di casa, sbircio dentro alla cassetta della posta e vedo una busta sospetta. Dopo 10 minuti svariate imprecazioni e ferite multiple, vinco e riesco ad estrarre la sospettosissima busta, pur essendomi rifiutata di recuperare le chiavi della cassetta in borsa. 😂

Rapida analisi esterna: non è una raccomandata, non è di equitalia, intestazione scritta a mano, mi faccio coraggio e apro: è una partecipazione di matrimonio! Nel preciso istante in cui realizzo cosa ho in mano la mia mente viene, inevitabilmente, affollata da immagini di matrimoni passati. Varco la soglia di casa sanguinante ma vittoriosa, mi catapulto sul divano e inizio a pensare… siamo onesti, a parte rari casi nella vita, non siamo mai particolarmente entusiasti di dover andare ad un matrimonio. 😓

Perché??

Tutti abbiamo ricordi di matrimoni infiniti e asettici: mangiato in modo mediocre, durati se è andata bene il giusto ma “caldi” come una sala operatoria, grigi come un temporale londinese, di cui abbiamo ricordi vaghi e formali. Senza infamia ne lode direi. 😒
E poi c’è lui, il matrimonio-secolo, n.b. non “del secolo” ma “secolo”!
✔️Infinito,
✔️pesante,
✔️noioso,
✔️triste,
✔️anche peggio di quello durante il quale abbiamo mangiato male o poco, che merita comunque una dignitosissima medaglia d’argento.

Tutti, una volta nella vita, abbiamo partecipato ad un matrimonio così. 🤯 E mentre con mani tremanti, stringo l’ennesima partecipazione di nozze, subito cerco di autoconvincermi che stavolta non andrà così, credo, spero.

Presa da questi pensieri, saluto il cane: tu si che stai bene Mill !

Eppure sono stata a qualche matrimonio di cui ho ricordi piacevolissimi… ho riso, scherzato, partecipato… insomma mi sono divertita e soprattutto non mi sono annoiata! Quindi il trucco per un buon matrimonio con ospiti felici è far si che il tempo fugga veloce e leggero.

Nel frattempo: divano, telecomando, birretta.  😁
Accendo: Borghese.
Cambio canale: Cracco
Cambio: Ramsay
Cambio: Suor Germana
Cambio: la nipote della cugina della sorella della tua ex compagna di banco delle elementari che spadella non so cosa. 😓

Il palinsesto tv è ormai saturo di programmi che ci insegnano a preparare mini opere d’arte miscelando ingredienti che nemmeno Merlino ai tempi d’oro aveva e di cui fino a poco fa nemmeno conoscevamo il nome se non l’esistenza e, tutti a cucinare, assaggiare, provare, sperimentare.
In più ognuno di noi ha un ricordo legato al cibo, al focolare domestico, chi preparava biscotti con la mamma, chi li rubava ancora caldi, chi semplicemente se li ricorda come la cosa più buona che abbia mai portato alla bocca!

Allora perché non sfruttare a nostro favore tutta questa energia positiva? 💪🏻

✅ Cucinare è una passione, il ritrovarsi a tavola, per me, è sinonimo di amici, di festa, risate, momenti condivisi, emozioni annaffiate da un buon vino.
Un banchetto nuziale non può essere solo il “compitino” di fine matrimonio. 😡
Non posso pensare a gente annoiata che mangia le creazioni dei miei chef, lottando con sonno e noia con la sola speranza che arrivi presto la fine.

Adesso ti racconto una storia.
Sandra e Raimondo: belli, giovani, informali, attivi e miei amici.
Solita compa, solita pizza del giovedì ma attenzione… colpo di scena!
Dichiarazione ufficiale: SI SPOSANO! ❤️
✔️ C’è speranza per tutti
✔️ Lei andrà sicuramente in paradiso se riuscirà a tenerselo tutta la vita
✔️ Sarà il matrimonio del secolo!

Da qui in poi la serata si divide tra maschi e femmine come le piste da ballo alle prime feste delle medie. Maschi rumorosi e gasati come una squadra di rugbisti in gita ad una fabbrica di birra da una parte, che architettano un addio al celibato che dovrebbe durare all’incirca 6 mesi e che verrà immediatamente bocciato dalle rispettive mogli/fidanzate, donnine dall’altro lato del tavolo che già si vedono in eleganti abiti tinta pastello mentre si prendono a gomitate sui denti per afferrare al volo il bouquet. Passato il fermento iniziale, gli animi si placano ma il tema della serata ormai è definito.

E qui entro chiaramente in gioco io, l’amica che fa catering… no aiutoooo io volevo staccare! Va beh è per “la” Sandra… e inizio a indagare: “come te lo sei immaginato, cosa vuoi per il Tuo giorno”?
” – Mangiare bene, – Non avere problemi, – Godermi la festa – Ospiti e parenti contenti”.
E fin qui siamo perfettamente d’accordo. Tocca a me: come penso debba essere un bel matrimonio?
Voglio calore, fermento, curiosità, voglio che i “mie sposi” regalino ai loro ospiti qualcosa in più di un “semplice” susseguirsi di piatti.

Mettiamo giù un ipotetico piano di battaglia: abbiamo un parterre des rois assolutamente eterogeneo, ci serve una location di quelle “giuste” (prima o poi in un altro articolo ti spiegheremo cosa intendiamo), allestimenti, luci, buon cibo, vino, birra e una cena che sia una festa di quelle vere!

Decisione: facciamo un matrimonio in cui ci si “sporchino le mani”, in cui ci sia interazione, coinvolgimento, un involucro moderno e alternativo con un cuore assolutamente tradizionale che piaccia anche a nonna e a quella zitella della zia Linuccia!
Nel frattempo sono salita in piedi sul tavolo come Robin Williams ne “L’attimo fuggente”.😂 Creiamo cibo in modo da intrattenere i nostri ospiti, riportiamoli ad altre atmosfere, facciamoli tornare bambini per un po’. Un paio di birrette dopo la tattica di guerra è completa, adesso dobbiamo rimboccarci le maniche.

➡️ Otto mesi dopo…
Maschi, come sopra, rumorosi e gasati come una squadra di rugbisti in gita ad una fabbrica di birra che narrano dell’addio al celibato come avessero conquistato tutto il tabellone del risiko in una sola sera; femmine tirate a lucido come poche volte nella vita, che hanno messo in pratica tutti i dictat di “ma come ti vesti” impegnate a scandagliare ogni singola donna presente.

Ci siamo… è tutto pronto! Soprattutto noi!

Arrivano i primi ospiti… con questo caldo un ghiacciolo fresco non si nega a nessuno e finalmente gli sposi! Belli, ma proprio belli! La Sandra poi… incommensurabile!

Tutti i corner si animano: vedo chiacchiere, sorrisi, sguardi incuriositi. Leggo sui volti la sorpresa di portare alla bocca un lecca lecca e scoprirci dentro il sapore della torta salata della nonna, “e questo cos’è? Il sushi? Ma c’è la coppa dentro! Pensa te! E quelle patate li appese? E la, in fondo, vicino al pozzo cosa succede? Ho visto gente correre con i tacchi in mano: “nooo ma pensa te… c’è la “siura” che prepara i tortelli al momento e si può  anche provare a farli! E qui nella mia testa parte la sigla de la “Casa nella prateria”. 😂

Bello! Così mi piace, condivisione, mani che lavorano come succede davvero la domenica quando ci si riunisce intorno al tavolo, profumi che si diffondono nell’aria, la suggestione che viene evocata è quella degli ambienti più cari.

Passa Sandra: ”sei bellissima, come sta andando?” “Benissimo! devo andare! mia cugina vuole che la porti a vedere quel bell’uomo dello chef che insegna a far la pastellaAAAA…”

Mi piace, scusate ma: M I  P I A C E 👍🏻

Vedo ospiti che non si annoiano, che girano per i buffet dandosi di gomito perché non capiscono cosa stanno “guardando”, qualcuno che si cimenta con la pasta fresca e altri che ascoltano l’ingrediente segreto del risotto perfetto, nonni tranquillizzati dal sapore di quello che portano alla bocca e divertiti dalla forma inconsueta. Bambini che saltellano intorno ad una bici con cestini carichi di ciliegie.

Credo che il segreto per non avere un avere un matrimonio odissea sia la partecipazione, il riuscire a mettere nel piatto qualcosa di squisito, ma anche di inatteso, che ci dia modo di far volare la fantasia!

Cerca di dare ai tuoi ospiti qualcosa da ricordare, che li abbia visti partecipi.                   

Fai loro un dono, regalagli la possibilità di essere parte di un’esperienza, non limitarti a renderli testimoni del tuo giorno perfetto!

Gli show cooking svelano i segreti di grandi chef. E questo piace. Gustare un piatto che si è visto nascere, rende la pietanza più gradevole, perché gli occhi hanno potuto osservare tutti gli step della preparazione, dalla scelta degli ingredienti alla cottura, al tocco finale. Un matrimonio di successo è quello che, quando tutto ormai è finito, diventa un bellissimo ricordo oltre che per voi, anche per tutti i partecipanti. La “cucina live” non è soltanto cucina ma è anche tanto spettacolo e intrattenimento, un modo ingegnoso per riempire i tempi lunghi o morti di un banchetto nuziale.

🔴 MA NON SOLO!

Questo tipo di attività è anche un modo per dimostrare la freschezza e l’autenticità di tutti i prodotti e le materie prime utilizzate per cucinare, una vera garanzia di qualità e di bontà. Insomma vien da sé che il cibo preparato e consumato immediatamente, non ha niente a che vedere con quello preparato prima o addirittura trasportato in celle frigorifere da un laboratorio distante km dal luogo dell’evento.

Noi cuciniamo tutto a vista, senza filtri, tutto fresco e immediato.

Il risultato? Tutti li a guardare cosa combinano gli chef e chiacchierare mentre il tuo banchetto prende forma e, cosa importantissima non si deforma, continuare a sfornare cibo evita, di avere un’ iniziale distesa infinita di piatti che presto sarebbero risultati mezzi vuoti e ti da, quindi, la possibilità di mantenere “in ordine” i tuoi  buffet evitando l’effetto post tornado che tutti abbiamo visto e sperimentato.

E così tra una chiacchiera, un tentativo di chiudere un tortello, un segreto carpito direttamente dallo chef, il tempo passa leggero, i bicchieri vuoti si riempiono, le pance anche, ed è già ora di preparare la torta! Tutti forti delle lezioni televisive di Iginio Massari (e avendo chiaramente superato il maestro) andiamo a supervisionare i pasticcieri, sia mai che ci chiedano una mano!

Com’è andata?

La giornata è stata lunga ma piena di momenti diversi, di esperienze ed emozioni condivise e di racconti da perpetrare nel tempo, a cui ripensare alla prima occasione in cui ci si ritroverà intorno ad un tavolo, magari ad un altro matrimonio, magari palloso, in cui dovremo trovare un modo per passare il tempo, ma nel viaggio mentale che mi sono fatta, ricordando il matrimonio della mia amica “Sandra”, questo problema decisamente non l’abbiamo avuto!

Silvia Del Forno
Event Manager

 

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